
Effettua il Test del Microbiota Intestinale
Presso il mio studio è possibile effettuare il test del Microbioma Intestinale, un test che serve a identificare l’eventuale alterazione dell’equilibrio della flora intestinale in presenza di disturbi intestinali, disfunzioni metaboliche e indebolimento del sistema immunitario. L’analisi del Microbiota Intestinale analizza tutti i microrganismi presenti, inclusi batteri, virus e funghi. Una volta effettuato verrà rilasciato un report dettagliato sulla composizione e sullo stato di salute della nostra flora intestinale.
Il costo
Il costo del Test per il Microbiota Intestinale è di 250,00€
Come si esegue?
Il test si esegue su un campione autoprelevato, comodamente da casa, di feci tramite il kit che si può ritirare presso il mio studio. Il referto sarà consegnato dopo 22 giorni lavorativi dall’accettazione del campione.
Vuoi saperne di più?
Il microbiota, comunemente chiamato “flora batterica”, è l’insieme dei microrganismi ospitati da ogni essere umano nel proprio intestino, sin dalla nascita e per tutta la vita. La popolazione microbica che alberga in ciascuno di noi è molto variegata: si stima che il numero di specie diverse sia compreso tra 500 e 1.000, con una conseguente diversità di microrganismi e del loro DNA.
Per quanto riguarda la composizione del microbiota intestinale, si tratta perlopiù di batteri, ma non mancano virus e funghi. In genere, i microrganismi presenti nell’intestino possono essere considerati “buoni”, poiché contribuiscono al benessere dell’intero organismo attraverso diversi meccanismi, come la produzione di vitamine, di enzimi e di altre sostanze utili alla salute umana. Agiscono, inoltre, attivando il sistema immunitario e proteggendo l’organismo da infezioni pericolose. Questa condizione ottimale e favorevole per la nostra salute viene definita eubiosi.
La composizione e la funzione del microbiota sta divenendo via via più chiara grazie alle tecniche più recenti di sequenziamento del materiale genetico dei microrganismi.
L’insieme di tutto il DNA dei microbi ospiti è detto microbioma, da non confondere con il termine microbiota, che, come già detto, indica invece il totale di batteri, virus e funghi che albergano nel nostro intestino.
Il microbiota ideale? Il concetto di “disbiosi”
Ciascuno di noi possiede un proprio microbiota intestinale, la cui composizione varia in base a molti fattori, quali, per esempio, il patrimonio genetico, il luogo in cui si vive, il tipo di parto alla nascita (naturale o cesareo) e di allattamento ricevuto, la dieta, le abitudini e i comportamenti. Ecco perché ancora oggi non è possibile definire un singolo microbiota “sano” che possa andare bene per tutti: infatti una popolazione di microrganismi perfetta per un individuo potrebbe non essere adatta ad un altro.
In generale, però, è oggi possibile analizzare il microbiota intestinale, misurando lo “stato di salute” della popolazione microbica e valutando tre fattori principali: il numero totale di microrganismi, la diversità delle specie presenti, e il rapporto tra specie considerate “buone” e “cattive”. Quando questo rapporto si modifica in modo significativo, si assiste a quella che gli esperti chiamano disbiosi, una condizione pericolosa per la salute se protratta nel tempo. La disbiosi può essere causata da un’alimentazione poco varia e poco equilibrata (specialmente da diete povere di fibre oppure ipercaloriche e ricche di grassi e proteine animali), da abitudini e comportamenti non salutari e da uso eccessivo di antibiotici e/o trattamenti farmacologici prolungati. Questi ultimi, oltre a eliminare i batteri cattivi, possono infatti danneggiare anche la comunità di microbi intestinali buoni.

TEST NON INVASIVO

ANALISI IN LABORATORIO

ESTRAZIONE DNA

REFERTO IN 22 GIORNI
Perché è importante valutare lo stato di salute del proprio microbiota?
Difatti, sono sempre più numerosi gli studi che collegano il microbiota intestinale a patologie come il diabete, le malattie infiammatorie intestinali, l’obesità e il cancro.
Pertanto, attraverso la conoscenza della composizione del proprio microbiota è possibile valutare un’eventuale disbiosi e, inoltre, accertare la possibile correlazione tra composizione microbica e alcune condizioni, tra cui carenze vitaminiche, l’intolleranza al lattosio, la sensibilità al glutine, patologie metaboliche, allergie e l’obesità. Recenti studi hanno anche suggerito che potrebbe esistere un collegamento tra le alterazioni della composizione batterica del nostro intestino e i disturbi dell’umore, come l’ansia, i disturbi del sonno, la depressione e difficoltà di concentrazione.
A cosa serve l’analisi del microbiota intestinale?
Aiuta a identificare un’alterazione dell’equilibrio della flora intestinale in presenza di disturbi intestinali, di disfunzioni metaboliche e di indebolimenti del sistema immunitario;
Aiuta a prevenire o trattare disturbi intestinali, a migliorare lo stato di salute e, in generale, ad abbassare il rischio di insorgenza di alcune patologie;
Consente di definire un piano alimentare adeguato e personalizzato e la sua integrazione con probiotici, ovvero microrganismi vivi e vitali che favoriscono l’equilibrio della flora intestinale;
Come si esegue il test del microbiota intestinale?
Il test si esegue su un campione autoprelevato di feci tramite il kit di autocampionamento che si può ritirare presso il mio studio. Il referto sarà consegnato dopo 22 giorni lavorativi dall’accettazione del campione.
A chi è rivolto il test del microbiota?
Il test è rivolto in generale a uomini e donne di qualsiasi età che vogliono migliorare lo stato di salute e il benessere personale. In particolare, è raccomandabile eseguire un test del microbiota:
in menopausa, per verificare l’equilibrio del microbiota in presenza di cambiamenti metabolici e ormonali;
durante una dieta o un trattamento con probiotici per valutare il miglioramento dello stato di disbiosi intestinale;
in presenza di sintomatologia intestinale (dolori addominali, stitichezza, flatulenza, diarrea, gonfiore addominale) per valutare la presenza di disbiosi e la presenza di eventuali patogeni;
durante trattamenti farmacologici prolungati per valutare un’eventuale disbiosi ed intervenire con una dieta adeguata e integrazione di probiotici.


